Leumann, uno straordinario mondo a se’ stante,
da conoscere e da apprezzare
Tra i numerosi villaggi operai sorti in Italia nella seconda metà del secolo scorso, Leumann di Collegno rappresenta uno dei maggiori esempi di questo fenomeno. Il complesso, realizzato per opera di un illuminato imprenditore svizzero, Napoleone Leumann, è costituito da due comprensori di villini che furono costruiti con un particolare stile architettonico, (che ci ha particolarmente affascinato) il Liberty e successivamente furono abbelliti dagli omaggi che l’imprenditore faceva ai suoi dipendenti: fiori, imbiancature ecc... . Le abitazioni sono situate ai lati dello stabilimento tessile che Leumann aveva edificato. Questa struttura del villaggio ci ha fatto riflettere. La fabbrica rappresenta il baricentro di un insieme costituito dalle case operaie, dalle istituzioni sociali (scuola, palestra, ufficio postale, bagni pubblici…) e dalle istituzioni previdenziali (infermeria, medico, preventorio…). Leumann, con molta abilità, riuscì quindi a creare un’area ben delimitata, in cui produzione, abitazioni e istituzioni, erano strettamente connessi fra loro e formulavano un organismo efficiente ed alquanto moderno. Questo permetteva al villaggio di distinguersi dalla società di quel tempo, non solo per l’ottima organizzazione, ma anche per la scelta di un’architettura in stile, che, secondo il nostro parere, è sintomatica dell’importanza attribuita all’immagine della borgata.
Leumann è l’esempio della prima fase dell’industrializzazione in Italia e di una cultura di gestione dell’azienda di tipo paternalistico. L’imprenditore si comporta come un buon padre di famiglia che ha cura per lo star bene dei propri figli. E investe parte dei suoi profitti per rendere migliore la loro vita. Oggi, purtroppo, non tutti si rendono conto del grande patrimonio culturale che ci è stato lasciato, ma per fortuna l’associazione "Amici della scuola Leumann", nata su iniziativa di alcune persone legate per varie ragioni al villaggio, sta cercando di salvare tutto ciò che ne rimane. Noi apprezziamo molto questo gesto, poiché con il loro aiuto Leumann potrebbe essere apprezzato e conosciuto da sempre più persone. E’ necessario un recupero e un’esplorazione nel passato, per poter scoprire le nostre radici, e anche per promuovere percorsi che producano nuove culture. Ci piacerebbe poter pensare anche per noi ad un inserimento in un mondo del lavoro attento alla pr omozione di una cultura dello star bene e del lavorare bene, in un ambiente confortevole, strutturato a misura d’uomo. Di un uomo che ha bisogno di aria pulita, di contatto con la natura, di svago, di attività sportive, di attività socialmente utili.
Il giorno 23/4/97, noi della 3 A P, con la professoressa Poli ed il professor Audano, abbiamo visitato il villaggio Leumann, sorto nel territorio di Collegno alla periferia ovest di Torino. Questo villaggio nasce dopo il 1875 ad opera di un imprenditore svizzero, Isacco Leumann, che inizialmente aveva come scopo l’ingrandimento della sua attività economica. Egli infatti dopo aver comprato il terreno, iniziò la costruzione di una fabbrica tessile, e contemporaneamente di piccole case, in stile Liberty, per dare un alloggio agli operai. Leumann non pensò solamente al suo benessere, ma si preoccupò di dare anche un’istruzione ai figli degli operai, fu infatti costruita una scuola. Leumann riteneva che l’istruzione fosse importante e che tutti avessero il diritto, anche se operai, di studiare. La geniale idea di questo imprenditore era che l’operaio, potendo usufruire di vari servizi come ad esempio dell’assistenza sanitaria, di una scuola e di una chiesa, si sentisse av vantaggiato e riconoscente, e pronto a sviluppare un’alta produttività sul lavoro. Di ciò ne avrebbe tratto beneficio l’imprenditore stesso. Dopo questa breve visita abbiamo condotto "un’indagine" domandando ai nostri compagni cosa avevano apprezzato di più e quello che aveva più interessato o più annoiato. Molti hanno manifestato un particolare piacere nel vedere la chiesa. Essa infatti si presenta molto accogliente. forse per le sue piccole dimensioni, e molto luminosa, grazie ai numerosi vetri colorati che, posti attorno alle pareti, permettono alla luce di filtrare all’interno creando una luminosità particolare. Oggetto di ammirazione da parte di tutti noi, sono state le cose degli operai, realizzate dall’architetto Fenoglio che seguì per la loro costruzione il famoso stile Liberty. Sono appunto queste cose secondo molti di noi a rendere interessante e vivo questo villaggio proprio com’era allora. Ad altri compagni Leumann ha suscitato un po’ di tristezza, infatti hanno avuto l’impressione di un luogo "morto" rispetto al ruolo che aveva in passato. Molti non riuscivano nemmeno ad immaginare come questo villaggio fosse un "centro" così importante per l’economia. Questi pareri presi in considerazione sono molto contrastanti fra di loro, proprio perché tra di noi si sono registrate due diverse opinioni sull’operato della dinastia Leumann. Molti sono dell’idea che questa famiglia fu una delle poche ad offrire tali servizi alla classe degli operai, senza pensare unicamente a sfruttarli per i propri scopi economici. Altri invece sostengono che questi stessi servizi e comodità non sono altro che uno strumento di convinzione che li portò ad essere, se non totalmente, almeno parzialmente sfruttati. Molti hanno definito il villaggio come una "gabbia", proprio perché dà l’impressione di una "mancata libertà". Oggi Leumann è avviata ad un intervento di recupero, che ha lo scopo di mantenere sia la permanenza nel villa ggio degli abitanti sia, almeno in parte, la continuità delle attività tessili. Ma come è vista Leumann nel futuro? Beh! Si dice che l’unione faccia la forza e se questo accadrà, nonostante i pareri formalmente contrastanti, esso riuscirà a salvaguardare il proprio patrimonio culturale e storico.