Riflessioni degli studenti sul tema dell'emigrazione

In relazione al lavoro svolto da due compagni sul tema dell'emigrazione, a mio avviso è necessario, per comprendere il fenomeno, fare una piccola premessa storica. Le difficoltà economiche e sociali del regno d'Italia almeno nei primi decenni, furono molto gravi. Le tristissime condizioni del sud, prevalentemente agricolo, la crisi di crescita e di adattamento dell'industria del nord, determinarono il grandioso fenomeno dell'emigrazione. Il "novello" stato si trovò a scontrarsi, da una parte con la nascente borghesia agraria e industriale, dall'altra con la mancanza di un sistema sociale che garantisse le classi più povere. La crescita del movimento operaio portò alla necessità di profonde riforme nell'organizzazione dello stato causando gravi tensioni sociali. La politica dello Stato Italiano per affievolire questi contrasti si andava orientando verso l'espansione coloniale. Questa fu una forma di emigrazione che coinvolse i ceti meno abbienti.

La grave crisi economica politica, dopo la prima guerra mondiale, causata dalla disoccupazione, dall'aumento dei prezzi, portò il movimento operaio a una scissione e la media borghesia, per salvaguardare i propri interessi, appoggiò la nascita del fascismo. Fu soppressa ogni libertà e pertanto molti cittadini scelsero "la via" dell'emigrazione in cerca di migliori condizioni di vita. Successivamente con la fine della seconda guerra mondiale, che lasciò il paese in uno stato di distruzione e di povertà, molti furono costretti ad emigrare. Dapprima gli emigrati andarono incontro al loro destino senza alcuna tutela e dovettero affrontare condizioni durissime di lavoro, con enormi difficoltà d'inserimento nel nuovo ambiente. Poi nel 1946 la politica italiana stipulò un accordo con altri paesi in cui erano giunti gli emigrati, per tutelare l'italiano all'estero.

Anche se l'emigrazione in alcuni momenti storici ha rappresentato una valvola di sfogo alle tensioni sociali, è importante riconoscere che il cittadino italiano è disposto a mettere in "gioco" i propri affetti, la propria cultura per raggiungere la libertà e condizioni di vita migliori. Ancora oggi sappiamo dei sacrifici che la gente del sud affronta andando a lavorare in Germania per fare studiare i propri figli e dare alla famiglia prospettive economiche migliori. Le fortune del nostro Paese sono anche rappresentate dai tanti piccoli sacrifici e rinunce che ogni giorno migliaia di cittadini fanno... dovremmo esserne orgogliosi. (Tatiana Treccarichi)

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Sicuramente l'emigrazione è stato un evento importante per la storia italiana perché ha avuto ripercussioni in molti campi, modificando stili di vita, comportamenti... Molti sono stati gli italiani ad emigrare in cerca di lavoro, sperando, una volta arrivati nel paese di destinazione, di cambiare la loro vita.

Secondo il mio punto di vista l'emigrazione è stato un fenomeno sicuramente innovativo ed utile. Gli italiani hanno fatto bene ad emigrare perché se l'Italia non offriva loro un lavoro non vedo perché dovessero rimanere a morire di fame e lasciarsi andare a comportamenti rituali come possono essere stati brigantaggio e rivolte. Proprio per questi motivi io penso che l'emigrazione sia stata una cosa giusta per gli italiani, perché anche le persone più sfortunate dovevano avere la possibilità di lavorare e costruirsi una vita migliore e magari fare fortuna.

Come ultima osservazione vorrei dire: gli italiani emigranti se hanno avuto successo all'estero è stato proprio per la loro volontà; combattendo contro le situazioni più difficili, ma riuscendo a costruirsi una vita dignitosa, senza combattere ogni giorno con il problema della fame come sarebbe successo se fossero rimasti in Italia (Andrea Bellini)

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In canti come "America lontana", "Tutti va in Francia" viene sottolineato in modo particolare la paura dell'uomo che non sapeva cosa avrebbe potuto trovare in un altro paese, ma allo stesso tempo traspare una grande speranza che sembra fargli dimenticare, almeno per un momento, questa sensazione. Spesso molte canzoni evidenziano i motivi che hanno spinto all'emigrazione, uno dei tanti è quello che in Italia, alla fine del secolo, c'era molta miseria e la "vera" fame, come descrive una canzone di anonimo toscano.

Durante l'ascolto dei canti, in un primo momento, le canzoni ci sono sembrate quasi buffe, questo era dovuto forse ai toni di voce tenuti dai diversi cantanti, ma solo dopo aver letto attentamente il testo ci siamo accorti che non erano per niente divertenti, anzi le parole manifestavano un grande senso di malinconia, dolore e nostalgia; penso infatti che solo coloro che hanno vissuto in prima persona questo fenomeno, possono capire che cosa sia stato (Patrizia La Mastra).

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E' anche vero però, che, nonostante vi siano stati molti emigrati, in Italia, vi sono oggi anche degli immigrati. Questi immigrati negli ultimi anni sono aumentati in misura considerevole, ed un esempio di questi ultimi tempi, è quello degli albanesi. La situazione albanese è forse differente da quella descritta precedentemente, in quanto essi sono fuggiti dal proprio Paese, a causa delle rivolte armate che si stavano verificando. Sono giunti in Italia quindi per salvarsi, trovando ciò che gli italiani emigrati trovarono nei Paesi stranieri nello scorso secolo. Infatti, hanno viaggiato in condizioni disagiate e malsane, giunti qui senza un luogo in cui dormire e mangiare, ed in parecchi paesi e città non sono stati accolti. Sicuramente, però, hanno trovato più ospitalità di quanto i nostri italiani trovarono un secolo fa, perché molte situazioni da allora sono mutate. (Daniela Ronca)

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Vi sono molte canzoni popolari che parlano di questo tema. Il protagonista di esse, l'emigrante, spera di trovare un luogo migliore di quello che lascia. In questi canti c'è molta nostalgia, malinconia, perché colui che parte, lascia nella sua terra natia, i famigliari, i parenti, gli amici. Spesso, lascia il proprio amore e per questo si rivolge a lei, rassicurandola e promettendole di ritornare.

Per quanto riguarda la situazione italiana odierna, bisogna dire che le parti si sono ribaltate. Adesso sono gli altri paesi, principalmente quelli dell'Est che migrano nel nostro, con la speranza di una vita migliore. E' questo il caso degli albanesi che, negli ultimi mesi, stanno lasciando la propria terra, per migrare qui, in Italia, spesso clandestinamente.(Paola Viasco)