La raccolta e gli studi di Costantino Nigra sul canto popolare.
"I canti popolari del Piemonte", raccolti da Costantino Nigra fin dal 1845 e successivamente editi nel 1888, rappresentano una delle opere più importanti della filologia folkloristica del secolo scorso.
Costantino Nigra nacque a Villa Castelnuovo l'undici giugno del 1828 e della terra del Canavese (luogo in cui nacque), conserva le leggende, i miti, le fiabe e soprattutto le canzoni che costituiscono "I canti popolari del Piemonte". Il Nigra, fu uno dei migliori collaboratori di Cavour, amico di re, imperatori e imperatrici, fu brillante diplomatico. Egli pose nello studio della poesia popolare lo stesso impegno e stile che aveva adottato nella vita politica.
L'importanza del testo del Nigra è determinata da due fattori. L'uno da collegarsi alla ricca introduzione analitica e critica, in cui egli tiene conto dei risultati più aggiornati della ricerca europea in questo campo, a cui riesce a dare contributi e approfondimenti preziosi; l'altro connesso all'opera di raccolta meticolosa e paziente, dalle testimonianze delle persone del ceto più basso, di canti popolari. Il Nigra fa opera di raccoglitore dei canti popolari che risiedevano nella memoria, tramandati oralmente da padre in figlio, ed è proprio per questo motivo che sono considerate da lui delle "reliquie".
Nella prefazione ai "Canti popolari del Piemonte" egli dichiara: "Ai superstiti professo qui sincera riconoscenza, dei morti conservo memoria e rimpianti, a tutti cedo la miglior parte del merito d'aver salvato dall'oblio queste reliquie poetiche del nostro vecchio Piemonte".
Tra le più importanti teorie elaborate dal Nigra ricordiamo quella per cui " il popolo dà opera a una redazione perpetua del suo canto". Egli si dedica anche al problema delle origini dei canti. Indagine assai difficile perché la lingua della canzone popolare si presenta sempre con caratteri lessicali e grammaticali moderni, anche quando si tratta di canti in origine arcaici.
La materia raccolta viene da lui distinta in "canti narrativi o canzoni" (storiche, domestiche, religiose), in cui è dominante l'importanza del contenuto e la funzione sociale del canto, e in "canti lirici" (strambotti e stornelli), caratterizzati dagli aspetti metrico-ritmici.. Collegata a questa analisi egli fa una suddivisione geografica del territorio nazionale in due aree: una a substrato prevalentemente italico (nel Sud del Paese), e una a substrato celtico (al Nord). Strambotti e stornelli sono predominanti, secondo il Nigra, nell'Italia centro-meridionale, mentre le canzoni lo sono nell'area settentrionale.