Canti attuali


Guerra

L’aquilone dei Balcani

Modena City Ramblers

Volo sulle teste dei bambini
gioco con i venti e col sole
oltre gli alberi e le colline
legato ad un filo sottile
danzo sopra case e balconi

 

poi cado nel vuoto
divento uccello
perché lontano
un giorno un razzo mi ha dato
la libertà.

L’unica superstite

Modena City Ramblers

A Bettola stava scendendo la sera
e Lilli era pronta per andare a dormire
i rocciai e sfollati per il coprifuoco
ritornavano a cercare un riparo
Era il quarantaquattro sui monti di Lecco
la notte di San Giovanni
la ronda ha scoperto tre partigiani
venuti per distruggere il ponte
I partigiani hanno ucciso un tedesco
ma un altro ha dato l’allarme
il commando SS ha deciso di fare
una rappresaglia esemplare
La notte i soldati armati di mitra
sono andati casa per casa
avevano l’ordine di uccidere tutti
uomini, donne, bambini
Li hanno svegliati, radunati in cucina
poi hanno sparato una raffica
Lilli è caduta tra il nonno e la nonna
coperta del suo e loro sangue
I soldati avevano portato benzina
e hanno incendiato le case

 

ma Lilli era viva e è riuscita a arrivare
alla finestra e lasciarsi cadere
Ma la casa bruciava e sarebbe caduta
su Lilli come un colpo di grazia
è molto difficile scappare lontano
a undici anni con la gola ferita
E sentiva le grida mischiate agli spari
e le bestie nitrire impazzite
e le voci metalliche degli ufficiali
e sentiva il calore del fuoco
L’hanno trovata soltanto al mattino
ferita, bruciata ma viva
il postino l’ha messa sulla bicicletta
e portata dai parenti in pianura
Poi Lilli è guarita e la guerra è finita
e i tedeschi se ne sono partiti
ma per molti anni ha sognato gli spari
e non le usciva la voce
Ora Lilli vive una vita serena
ed è nonna di molti nipoti
ma a volte si sveglia con gli occhi aperti nel buio
e rivede la bettola in fiamme

La guerra di Piero

Fabrizio De Andrè

 

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia all’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.
Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente.
Così dicevi ed era d’inverno
e come gli altri verso l’inferno
te ne vai dritto come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve.
Fermati Piero fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po’ addosso
dei morti in battaglia tu porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce.
Ma tu non lo udisti e il tempo passava
con le stagioni al passo di Giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera.
E mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore.
Sparagli Piero sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue.

 

E se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore.
E mentre gli usi questa premura
quello si volta, ti vede, ha paura
ed imbracciata l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia.
Cadesti a terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chieder perdono per ogni peccato.
Cadesti a terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva in quel giorno
e non ci sarebbe stato ritorno.
Ninetta bella crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all’inferno
avrei preferito andarci d’inverno.
E mentre il grano ti stava a sentire
dentro le mani stringevi il fucile
dentro la bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole.
Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia all’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.

Il pilota di Hiroshima

Nomadi

Fuori nel mondo chissà dov’è
o su nel cielo fra gli eterni eroi,
ma nel fondo di un profondo eterno
vive un uomo, vive il suo inferno.
La sua bocca più non parla,
le sue notti non le dorme più,
sta nascosto dietro il suo pensiero
muore un uomo, muore senza il vero.
Il Pilota di Hiroshima,
un duro alla maniera di John Wayne,
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra
ma negli occhi quel bimbo sulla terra.

 

Fuori nel mondo chissà dov’è
nel riflesso del cielo nello stagno
striscia ancora la scia di vapore
del suo aereo e di quelle ore.
Il Pilota di Hiroshima,
un duro alla maniera di John Wayne,
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra
ma negli occhi quel bimbo sulla terra.
Sente battere le ali,
sente il freddo tutto intorno a sé,
vede luci di luce più abbagliante
di quel sole esploso in un istante.

Il caduto

Francesco Guccini

Io, nato Primo di nome e di cinque fratelli,
uomo di bosco e di fiume, lavoro e di povertà
ma uomo sereno di dentro, come i pesci e gli uccelli
che con me dividevano il cielo, l’acqua e la libertà;
perché sono in prigione per sempre qui in questa pianura
dove orizzonte rincorre da sempre un uguale orizzonte,
dove un vento incessante mi soffia continua paura
dove è impossibile scorgere il profilo di un monte?
E se d’inverno mi copre la neve gelata
non è quella solita in cui affondava il mio passo
forte e sicuro, braccando la lieve pestata
che lascia la volpe, o l’impronta più greve del tasso.
Ho cancellato il ricordo, e perché son caduto;
rammento stagioni in cui dietro ad un sole non chiaro
veniva improvviso quel freddo totale, assoluto
e infine lamenti poi grida e bestemmie e uno sparo.
Guarda la guerra che beffa, che scherzo puerile,
io che non ero mai stato in un lungo cammino
ho visto quel poco di mondo da dietro un fucile,
ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino.
E siamo in tanti coperti da neve gelata
non c’è più razza o divisa, ma solo l’inverno
e quest’estate bastarda dal vento spazzata
e solo noi, solo noi che siam morti in eterno.
Io che guardavo la vita con calmo coraggio
cosa darei per guardare gli odori della mia montagna,
veder le foglie del cerro, gli intrichi del faggio,
scoprire di nuovo dal riccio il miracolo della castagna.

Guerra

Litfiba

Guarda! Oltre il muro di vetro
l'esercito che passa.
Uomini neri, cerco ed in una mano tesa,
a causa della morte di uomini neri
guerra
aria vuota nelle strade

 

si muovono le ombre di uomini neri
guerra
ma che cosa mi succede
e dove sono gli occhi di uomini neri,
uomini neri, uomini neri
oh guerra, oh guerra, oh guerra.

War

Bob Marley

Finché la filosofia che considera
una razza superiore e un'altra inferiore
non sarà alla fine,
e per sempre screditata ed abbandonata.
E finché non ci sarà più una prima classe
ed una seconda classe, fra i cittadini di ogni nazione
Finché il colore della pelle di un uomo
sarà più significante
del colore dei suoi occhi

E finché i principali diritti umani
non saranno ugualmente garantiti
a tutti,
senza distinzione di razza....
fino a quel giorno,.....
il sogno di una pace durevole,
il sogno della cittadinanza nel mondo,
rimarrà,
ma non sarà mai raggiunto!


Politica

Contro

Nomadi

Contro i fucili, carri armati e bombe,
contro le giunte militari, le tombe,
contro il cielo che ormai è pieno
dei tanti ordigni nucleari,
contro tutti i capi al potere
che non sono ignari.
Contro i massacri di Sabra e Chatila,
contro i folli martiri dell’I.R.A.,
contro inique sanzioni,
crociate americane,
per tutta la gente che soffre
e che muore di fame.
Contro chi tiene la gente col fuoco,
contro chi comanda e ha in mano il gioco,
contro chi parla di fratellanza,
amore e libertà
e poi finanzia guerre
e atrocità.

 

Contro il razzismo sudafricano,
contro la destra del governo israeliano,
contro chi ha commesso stragi
e pagato ancora non ha,
per tutta la gente ormai stanca
che vuole verità.
Contro tutte le intolleranze,
contro chi soffoca le speranze,
contro antichi fondamentalismi
e nuovi imperialismi,
contro la poca memoria
della storia.
Contro chi fa credere la guerra un dovere,
contro chi vuole dominio e potere,
contro le medaglie
all’onore alla santità
per tutta la gente che grida
"Libertà!".

La locomotiva

Francesco Guccini

Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l’immagine sua
gli eroi son tutti giovani e belli

Conosco invece l’epoca dei fatti, qual era il suo mestiere,
i primi anni del secolo, macchinista ferroviere,
i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
sembrava il treno anch’esso un mito di progresso
lanciato sopra i continenti

E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
che l’uomo dominava con il pensiero e con la mano,
ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite
sembrava avesse dentro un potere tremendo
la stessa forza della dinamite

Ma un’altra grande forza spiegava allora le sue ali
parole che dicevano gli uomini son tutti uguali
e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
la bomba proletaria illuminava l’aria
la fiaccola dell’anarchia

Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione
un treno di lusso, lontana destinazione,
vedeva gente riverita, pensava a quei velluti e agli ori,
pensava al magro giorno della sua gente attorno,
pensava a un treno pieno di signori

Non so che cosa accadde, perché prese la decisione,
forse una rabbia antica, generazioni senza nome
che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore,
dimenticò pietà, scordò la sua bontà,
la bomba sua la macchina a vapore

E sul binario stava la locomotiva,
la macchina pulsante sembrava quasi cosa viva,
sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
mordesse la rotaia con muscoli d’acciaio
con forza cieca di baleno

E un giorno come gli altri ma forse con più rabbia in corpo
pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto,
salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura
e prima di pensare a quel che stava a fare
il mostro divorava la pianura

Correva l’altro treno ignaro e quasi senza fretta
nessuno immaginava di andare verso la vendetta,
ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno
"Notizia d’emergenza, agite con urgenza,
un pazzo s’è lanciato contro il treno"

Ma intanto corre corre corre la locomotiva
e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
e sembra dire ai contadini curvi
il fischio che si spande in aria
"Fratello non temere, che corro al mio dovere,
trionfi la giustizia proletaria"

E intanto corre corre corre sempre più forte
e corre corre corre corre verso la morte,
e niente ormai può trattenere
l’immensa forza distruttrice,
aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
della grande consolatrice

La storia ci racconta come finì la corsa,
la macchina deviate lungo una linea morta,
con l’ultimo suo grido d’animale
la macchina eruttò lapilli e lava
esplose contro il cielo, poi il fumo sparse un velo,
lo raccolsero che ancora respirava.

Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore,
mentre fa correr via la macchina a vapore,
e che ci giunga un giorno
ancora la notizia
di una locomotiva come una cosa viva
lanciata bomba contro l’ingiustizia.

Il Palo

Lou Dalfin

[traduzione occitana di una famosa canzone catalana, "L’Estaca", in cui il franchismo è visto come un palo cui le genti delle etnie comprese nello stato spagnolo sono incatenate]

Mio nonno mi parlava di buon’ora alla sorgente
aspettavamo il sole e i muli attraversavano il ponte.
Mi portò a vedere il palo a cui siamo tutti legati
non possiamo più liberarci, non siamo più liberi di andare.
Se tiriamo tutti insieme cadrà, non può durare a lungo,
cade di sicuro, è già piegato.
E se tu tiri forte di qui ed io tiro forte di là
cade di sicuro e ci ritroviamo liberi.
Sappiamo tutti che è marcio ma, nonno, è molto pesante
e quando sento che mi manca la forza dimmi ancora quel tuo canto.

Piangete ragazze

Lou Dalfin

[Le nostre valli di frontiera hanno dovuto sopportare differenti dominazioni durante il corso dei secoli. Per la nostra gente, nessuna attenzione ma solo pretese arrivano da tutti i padroni. I nostri ragazzi sono costretti a combattere le loro guerre, oggi per il Re, domani per il Duca o il Marchese suoi nemici.]

Piangete, ragazze del villaggio,
piangete, che oggi ci tocca partire,
piangete, ragazze del villaggio,
il re ci ha chiamato alla guerra.
Andremo verso l’Italia
per servire la nazione,
questa volta contro l’Italia
per servire la nostra nazione.

 

Addio ragazze del villaggio,
addio montagne, addio villaggi,
addio ragazze del villaggio,
partiamo per non tornare più.
Col fucile di traverso sulla schiena
marceremo, rimpiangeremo l’amore
che abbiamo fatto nel bosco
e con le nostre danze si faceva giorno.

La banda del sogno interrotto

Modena City Ramblers

A Palermo nel cuore del centro c’è un’antica focacceria
davanti alla chiesa di San Francesco si ritrovano sempre lì
seduti al tavolo che fu di Sciascia a bere Heineken e caffè
sono la Banda del Sogno Interrotto di una Sicilia che non c’è
C’è Isidoro, c’è Simone, Peppe il biondo della Pantera
Ale ? l’artista del ? che usa il pennello come una bandiera
il loro capo Fabio Navarra è stato eletto e adesso sta a Roma
s’è comprato un vestito decente ma dentro ha ancora più rabbia di prima
Lilailelé Lilililailelai
Se non sono ancora stanchi non si stancheranno mai
non li fermano con gli spari, non li fermano con la tivù
sono i veri siciliani e non si fermeranno più
Hanno sfilato in manifestazione, raccolto distratta solidarietà
hanno pianto Falcone e gli altri, hanno guardato sparare i parà
con ? e non so quanti altri quartieri
il governo ha sporcato gli appalti e la mafia ha riaperto i cantieri
Non so se noi ne avremo il coraggio, se prenderemo la via del nord
o, meglio ancora, via dalle palle, a fare in culo tutti voi
perché nella banda del sogno interrotto non sono molti i fortunati
sono in tutto quaranta persone di cui trentotto disoccupati
Lilailelé Lilililailelai
Se non sono ancora stanchi non si stancheranno mai
non li fermano con gli spari, non li fermano con la tivù
sono i veri siciliani e non si fermeranno più

Giro di vite

Modena City Ramblers

E’ cominciato in silenzio ai bordi della Milano da bere
tre padri di famiglia coi loro BOT e le loro Mercedes
timorati di Dio e delle tasse elettori di Craxi e dei suoi
spaventati di perdere tutto se qualcuno li avesse sorpresi
E’ continuato a Pontida in un grido di rabbia e paura
i geometri con lo spadone ed i dentisti con l’armatura
decisi a difendere il prato la villetta sulla tangenziale
le nigeriane sui viali e la loro evasione fiscale

Ehi Oh stanno arrivando
armati di spranghe i nuovi comuni
non lasceranno che niente cambi
c’è un giro di vite in arrivo
Ehi Oh attento alle spalle
a dove e con chi vai in giro alla sera
a quello che dici ed i sogni che fai
c’è un giro di vite in arrivo

E adesso è come un’onda nera e appiccicosa
che cola dalle tivù e dai settimanali rosa
che uccide i nostri pensieri che ci droga di calcio e sesso
mentre intanto chi tira le fila è sempre corrotto e non ha mai smesso
ti devi decidere cos’hai intenzione di fare
rimanere in riva a vedere le fate danzare
oppure seguire andare incontro al nostro destino
una guerra che non si può vincere una storia ?

Ehi Oh fa la coscienza
c’è già quel partito che ha rinunciato
che la fortuna sia con tutti noi
c’è un giro di vite in arrivo
Ehi Oh è la resa dei conti
se hai delle carte giocale e spera
ma stai attento il gioco è truccato
c’è un giro di vite in arrivo
La resa dei conti è in arrivo!

Hey ma

Gino Paoli

Dimmi ma è vero che tutti gli altri sono uguali a me
eh no, non è proprio così.
Ehi ma, ma è vero che chi è più bianco è più forte di me
eh si sarà sempre così
Ehi ma è vero che chi è più forte ha più ragione di me
eh si sarà sempre così
Ma è vero
che il colore è solo luce
e la luce è la speranza
e che siamo noi...

Ehi ma tu dici che Cristo ha l'anima uguale a me
eh si bella come te
Cristo ha l'anima di un arlecchino
tutti i colori dell'arcobaleno
eh si forse è proprio così.
Sarà vero
che il colore è solo luce
e la luce è la speranza
Camminando noi verso il sole
dentro il sole che salirà
Nero può essere bandiera
per un'idea libera e vera
Ehi ma un giorno verrà che Caino non
ammazzerà e no suo fratello mai più
Sem, Cam, Iafet non avran colore
saran figli di un professore

La la la io la la la

Russians

Sting

In Europa e in America
c’è un senso crescente di isteria
condizionati a rispondere a tutte le minacce
dei discorsi retorici dei Soviet
Kruschev ha detto "vi seppelliremo"
io non sottoscrivo questo punto di vista
sarebbe una cosa talmente ignorante da farsi
se anche i russi amano i loro bambini.

Come posso salvare il mio piccolo figlio
dal giocattolo mortale di Oppenheimer
non esiste un monopolio del buonsenso
su nessuno dei due lati della barricata politica
condividiamo la stessa biologia
indipendente da ogni ideologia
credetemi quando vi dico che
spero che anche i russi amino i loro bambini.

Non c’è nessun precedente storico
per mettere le parole in bocca al presidente
non c’è qualcosa come una guerra che può essere vinta
è una bugia a cui non crediamo più
Reagan ha detto "vi proteggeremo"
io non sottoscrivo questo punto di vista
credetemi quando vi dico che
spero che anche i russi amino i loro bambini.

Condividiamo la stessa biologia
indipendente da ogni ideologia
quello che può salvarci, me e te,
è che anche i russi amano i loro bambini.

They dance alone

Loro danzano da sole

Sting

Da un discorso di STING:

"Durante il tour di Amnesty dell'86, noi artisti fummo presentati ad alcuni prigionieri politici, vittime di torture e prigionie, senza processo, provenienti da tutto il mondo. Questi incontri hanno avuto un forte effetto su tutti noi.

Infatti è diverso leggere circa le torture che parlarne realmente con una vittima.

Noi tutti ne fummo profondamente colpiti.

Migliaia di persone sono "scomparse" in Cile, vittime delle squadre omicide, delle forze di sicurezza, della polizia, dell'esercito.

Prigionie senza processo e torture sono molto comuni".

[La "cueca" è una danza tradizionale cilena.

La canzone "Cueca solo", ossia "loro danzano da sole", è rappresentata pubblicamente dalle mogli, figlie e madri dei "Desaparecidos".

Spesso esse ballano con le fotografie e con i vestiti dei loro cari.

E' un gesto simbolico di protesta in un paese dove la democrazia non ha bisogno tanto di essere difesa quanto di essere esercitata.]

 

Perché queste donne ballano da sole?
Perché c'è tristezza nei loro occhi?
Perché quei soldati hanno lo sguardo fisso come di pietra?
Non riesco a capire cos'è che disprezzano tanto

Ballano con chi è disperso
Ballano con chi è morto
Ballano con persone invisibili

Il loro dolore è senza parole
Danzano con i loro padri
Danzano con i loro figli
Danzano con i loro mariti
Ballano da sole
E' l'unica forma di protesta che gli è concessa
Ho visto le loro facce silenziose gridare così forte
Se osassero dire queste parole
sparirebbero anche loro
Un'altra donna sul tavolo di tortura
che altro possono fare?!
Verrà il giorno in cui danzeranno sulle loro tombe
e canteremo la nostra libertà
Un giorno rideremo di gioia e danzeremo.
Ehi, Mr. Pinochet
hai seminato vento e raccoglierai tempesta
E' il denaro straniero che ti sostiene,
Ma un giorno smetterà di arrivare
Niente più salario per i tuoi carnefici
niente più fondi per le tue armi.
Pensa a tua madre
mentre danza / con un figlio / invisibile.

Why - Perché

Tracy Chapman

Perché i bambini muoiono di fame
quando ce n'è abbastanza per sfamare il mondo
Perché se siamo così tanti
ci sono ancora persone sole?
Perché i missili sono considerati "guardiani della pace"
quando sono pronti ad uccidere?
Perché una donna non è sicura nemmeno
nella sua casa?
Amore e odio
Guerra e pace
No e si
E noi siamo tutti liberi.

Sunday bloody sunday

U2

Non posso proprio credere alle notizie di oggi
Non posso chiudere gli occhi e fingere che nulla
sia successo.
Ma per quanto? Per quanto ancora dobbiamo sopportare
questa cosa? Per quanto tempo?
Questa sera potremo già essere uniti.
I bambini scalzi che calpestano cocci di vetro,
e i cadaveri allineati sul fondo di una strada senza uscita...
Non sfuggirò al richiamo della lotta
anche se mi sento proprio con le spalle al muro.

Rit.: Sunday, bloody sunday
sunday, bloody sunday
sunday, bloody sunday

Si, è vero, ormai siamo immuni
visto che la realtà passa per finzione
e la TV ...è la Bibbia
Ma oggi sono milioni coloro che piangono,
noi mangiamo, beviamo
e domani, invece, questi moriranno.
La lotta è solo agli inizi.

Get up, stand up

Bob Marley

Forza alzatevi,
alzatevi per i vostri diritti
Forza alzatevi,
non smettete di combattere
Voi potete imbrogliare
alcune persone per alcune volte,

 

ma non potete imbrogliare
tutte le persone e per tutto il tempo.
Così, quando voi vedete la luce
alzatevi per i vostri diritti.

La vita è un vostro diritto.

Santiago

Litfiba

E spera e spera, un uomo arriverà
L'immagino in strada, nei cortei, fra noi
aver paura, piangere
cercare i figli morti per lui
e l'uomo in bianco scese dal cielo
ma era di là dalle barricate
e l'uomo in bianco vide la morte
ma era di là dalle barricate
SANTIAGO DEL CILE
PADRE, TUO FIGLIO DOV'E'?
SANTIAGO DEL CILE
IO NON LO VEDO PIU'
NATALE DI SANGUE
NO, NON LO SCORDERO'
E spera e spera, il Papa arriverà
l'immagino in strada e nei cortei fra noi
gridare forte, combattere
sacrificarsi per chi crede in lui
e l'uomo in bianco scese dal cielo
ma era di là dalle barricate
e l'uomo in bianco vide la muerte
ma era di là dalle barricate
e dittatura e religione
fanno l'orgia sul balcone
e dittatura e religione fanno l'orgia
SANTIAGO DEL CILE
PADRE, TUO FIGLIO DOV'E'?
SANTIAGO DEL CILE
NO, NON LO VEDO PIU'
NATALE DI SANGUE
IO NON LO SCORDERO'
VANGELO, PISTOLA
DIMMI LA PACE QUAL'E'?

Dimmi il nome

Litfiba

Dentro i colpevoli e fuori i nomi
mezzogiorno di fuoco e sangue
tra famiglie onorabili
sul mercato canta il violino
la ballata dell'immunità
vogliamo i ladrones
vogliamo tutti i loro nomi
terremoto ed eclissi al sole
le persiane ti ascoltano
abbandono da triste storia
ho paura mà e voglio da mangiare
fiori e piombo, sangue al sangue
eran secoli secoli secoli secoli fa
o forse un attimo un attimo un attimo un attimo
il ladro dimmi chi è voglio il nome voglio il nome
il ladro dimmi chi è non so niente non so dove
non so dire chi è è un parassita un parassita
IL LADRO DIMMI DOV'E'
mezzogiorno canta il violino
qui si chiama fatalità
combatti il terrore
prova a dargli il nome
terremoto di fiori e sangue
NON E' LA FAME MA L'IGNORANZA CHE UCCIDE
combatti il terrore prova a dargli faccia e nome
ma non un attimo attimo attimo attimo in più
perché è già troppo già troppo già troppo già troppo
il ladro dimmi dov'è voglio il nome voglio il nome
il ladro dimmi chi è
lo voglio qui
dentro i colpevoli e fuori i nomi o terremoto
'fanculo l'onore e l'omertà.


Lavoro

La mondina

Modena City Ramblers

Ed ai padroni farem la guerra
tutte unite insieme noi la vincerem
non più sfruttati sulla terra

 

ma più forti dei cannoni noi sarem
non più sfruttati sulla terra
ma più forti dei cannoni noi sarem

Contessa

Paolo Pietrangeli

Che roba, contessa, all’industria di Aldo
han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti
volevano avere i salari aumentati
dicevano, pensi, di essere sfruttati;
e quando è arrivata la polizia
quei quattro ignoranti hanno urlato più forte
di sangue han sporcato i muri e le porte
chissà quanto tempo ci vorrà per pulire.

Compagni dai campi e dalle officine
prendete la falce, portate il martello
scendete giù in piazza e picchiate con quello
scendete giù in piazza e affossate il sistema.
Voi gente per bene che pace cercate
la pace per far quello che voi volete
ma se quest’è il prezzo vogliamo la guerra
vogliamo vedervi finir sottoterra
ma se quest’è il prezzo l’abbiamo pagato
nessuno più al mondo dev’essere sfruttato.

 

Sapesse contessa che cosa mi ha detto
un caro parente dell’occupazione
che quella gentaglia rinchiusa lì dentro
di libero amore facea professione;
del resto mia cara di che si stupisce
anche l’operaio vuole il figlio dottore
e pensi che ambiente ne può venir fuori
non c’è più morale, contessa.

Compagni dai campi e dalle officine
prendete la falce, portate il martello
scendete giù in piazza e picchiate con quello
scendete giù in piazza e affossate il sistema.
Se il vento fischiava ora fischia più forte
le idee di rivolta non sono mai morte
se c’è chi lo afferma non state a sentire
è uno che vuole soltanto tradire
se c’è chi lo afferma sputategli addosso
la bandiera rossa ha gettato in un fosso.

Oh cara moglie

Paolo Pietrangeli

Oh cara moglie stasera ti prego
dì a mio figlio che vada a dormire
perché le cose che io ho da dire
non sono cose che deve sentir.
Proprio stamane là sul lavoro
con il sorriso del caposezione
mi è arrivata la liquidazione
m'han licenziato senza pietà.
E la ragione è perché ho scioperato
per la difesa dei nostri diritti
per la difesa del mio sindacato
del mio lavoro e della libertà.
Quando la lotta è di tutti per tutti
il tuo padrone, vedrai, cederà
se invece vince è perché i crumiri
gli danno la forza che lui non ha.

 

Questo si è visto davanti ai cancelli
noi si chiamava i compagni alla lotta
ecco: il padrone fa un cenno, una mossa
un dopo l'altro cominciano a entrar.
Oh cara moglie dovevi vederli
venir avanti curvati e piegati
e noi gridare "crumiri venduti"
e loro dritti senza guardar.
Quei poveretti facevano pena
ma dietro a loro là sul portone
rideva allegro il porco padrone
li ho maledetti senza pietà.
Oh cara moglie io prima ho sbagliato
dì a mio figlio che venga a sentire
che ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà.